La battaglia del Garigliano (915 d.C.) e la Prima crociata
La battaglia del Garigliano (915)
e l’origine delle Crociate:
un’analisi storica in prospettiva
di Carlo Silvano
Nel giugno dell’anno 915 d.C. si combatté una delle più significative battaglie dell’Italia medievale sul fiume Garigliano, tra una vasta lega di forze cristiane italiane e bizantine e un consistente contingente di Saraceni insediatisi nella roccaforte di Traetto, nei pressi dell’attuale Minturno. Le truppe della coalizione cristiana comprendevano contingenti dei ducati e principati di Benevento, Salerno, Gaeta, Napoli, Amalfi, Spoleto, il Regno d’Italia, lo Stato Pontificio e l’Impero bizantino. Dopo un lungo assedio e una manovra di accerchiamento, l’alleanza riuscì a infliggere una vittoria decisiva agli occupanti musulmani, distruggendo il loro insediamento fortificato e ponendo fine a una presenza militare che, da oltre trent’anni, minacciava gravemente il Lazio e l’Italia centro-meridionale. Alla spedizione partecipò direttamente papa Giovanni X, a conferma del ruolo centrale assunto dal papato non solo sul piano spirituale, ma anche nella difesa politica e militare dei territori cristiani.
La portata storica di questa vittoria fu rilevante. L’eliminazione della base saracena del Garigliano mise fine a decenni di razzie, devastazioni e insicurezza che colpivano monasteri, città e vie di comunicazione, incluso l’accesso a Roma. In un’epoca segnata dalla frammentazione politica della Penisola, la battaglia dimostrò come la cooperazione tra regni, ducati e poteri locali, sostenuta dall’autorità papale e dall’appoggio bizantino, potesse produrre risultati decisivi contro una minaccia esterna comune. In questo senso, il Garigliano rappresentò uno dei primi esempi di mobilitazione militare coordinata del mondo cristiano occidentale.
È tuttavia necessario distinguere con chiarezza il piano dei fatti storici da quello delle interpretazioni successive. La battaglia del Garigliano non costituisce una causa diretta della prima Crociata, proclamata da papa Urbano II al Concilio di Clermont nel 1095, circa 180 anni dopo. Le fonti contemporanee alla Crociata non citano l’evento del 915 come riferimento esplicito, né lo indicano come antecedente immediato. La prima Crociata nacque in un contesto profondamente diverso, segnato dall’avanzata dei Turchi selgiuchidi in Anatolia, dalla sconfitta bizantina di Manzikert (1071) e dalla richiesta di aiuto rivolta dall’imperatore Alessio I Comneno all’Occidente latino.
Ciò nonostante, è possibile individuare legami oggettivi e indiretti tra la vittoria del Garigliano e la successiva elaborazione dell’idea crociata. In primo luogo, la battaglia del 915 contribuì a consolidare il ruolo del papato come guida capace di legittimare e coordinare l’uso della forza armata in difesa della cristianità. La presenza attiva di un papa sul campo di battaglia costituì un precedente significativo, mostrando che la guerra poteva essere concepita come strumento eccezionale di protezione della comunità dei fedeli, non come impresa di conquista fine a se stessa.
In secondo luogo, il Garigliano rafforzò una mentalità di difesa collettiva contro minacce percepite come esistenziali. Questa visione, maturata nel corso di secoli di scontri e incursioni, contribuì alla formazione di un immaginario politico e religioso in cui la solidarietà tra cristiani e la protezione dei luoghi sacri e dei pellegrini divennero valori centrali. Quando papa Urbano II lanciò l’appello alla Crociata, egli si inserì in una tradizione già esistente di guerre difensive legittimate dall’autorità religiosa.
La prima Crociata, infatti, non fu presentata come una spedizione di saccheggio o di dominio su altri popoli, ma come una risposta a una situazione di emergenza: la minaccia ai cristiani d’Oriente, l’insicurezza dei pellegrini diretti in Terra Santa e la necessità di garantire l’accesso ai luoghi della redenzione. Pur riconoscendo la complessità delle motivazioni e le violenze che ne seguirono, la storiografia moderna concorda sul fatto che le intenzioni originarie proclamate da papa Urbano II fossero difensive e religiose.
In conclusione, la battaglia del Garigliano non fu l’origine diretta delle Crociate, ma rappresentò un importante precedente storico e simbolico. Essa contribuì a definire un modello di cooperazione militare cristiana e a rafforzare l’idea che la difesa armata potesse essere moralmente legittima se finalizzata alla protezione dei fedeli e dei luoghi sacri. In questo quadro di lunga durata, il successo del 915 si inserisce come una delle tappe che, nel corso dei secoli, prepararono il terreno culturale e politico su cui maturò l’appello di Urbano II e la grande mobilitazione della prima Crociata.

Commenti
Posta un commento