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La battaglia del Garigliano (915 d.C.) e la Prima crociata

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  La battaglia del Garigliano (915) e l’origine delle Crociate: un’analisi storica in prospettiva di Carlo Silvano Nel giugno dell’anno 915 d.C. si combatté una delle più significative battaglie dell’Italia medievale sul fiume Garigliano, tra una vasta lega di forze cristiane italiane e bizantine e un consistente contingente di Saraceni insediatisi nella roccaforte di Traetto, nei pressi dell’attuale Minturno. Le truppe della coalizione cristiana comprendevano contingenti dei ducati e principati di Benevento, Salerno, Gaeta, Napoli, Amalfi, Spoleto, il Regno d’Italia, lo Stato Pontificio e l’Impero bizantino. Dopo un lungo assedio e una manovra di accerchiamento, l’alleanza riuscì a infliggere una vittoria decisiva agli occupanti musulmani, distruggendo il loro insediamento fortificato e ponendo fine a una presenza militare che, da oltre trent’anni, minacciava gravemente il Lazio e l’Italia centro-meridionale. Alla spedizione partecipò direttamente papa Giovanni ...

930 anni dalla chiamata di Urbano II: ripensare le Crociate alla luce della libertà religiosa

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930 anni dalla chiamata di Urbano II: ripensare le Crociate alla luce della libertà religiosa di Carlo Silvano  Il 27 novembre 2025 si sono celebrati i 930 anni dal celebre appello di papa Urbano II al concilio di Clermont del 1095, occasione che la maggior parte delle fonti indica come l’atto d’indizione della Prima Crociata. Quell’appello, divenuto nei secoli uno degli episodi più discussi della storia europea, nacque in un contesto complesso, fatto di tensioni politiche e militari, ma anche di profonde preoccupazioni religiose e sociali. L’Impero bizantino, ormai logorato dall’avanzata dei Turchi selgiuchidi, chiedeva aiuto all’Occidente cristiano; al tempo stesso, le cronache riportano crescenti difficoltà e violenze che colpivano i numerosi pellegrini cristiani diretti ai Luoghi Santi, rendendo sempre più incerta la possibilità di raggiungere e soggiornare a Gerusalemme in sicurezza. All’interno di questo quadro, l’appello di Urbano II fu percepito da molti conte...

Il codice dei crociati: fede, coraggio e lealtà

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  Il codice dei crociati: fede, coraggio e lealtà Nel cuore di ogni crociato ardeva una fiamma inestinguibile: la fede in Dio, guida e forza nel cammino verso la giustizia. Davanti al pericolo, i crociati non esitavano: il coraggio li spingeva a fronteggiare chi minacciava i pellegrini e profanava luoghi sacri, senza timore della morte. Non combattevano mai soli: la lealtà verso i propri compagni era sacra quanto la loro missione. Uniti come fratelli, avanzavano fianco a fianco, sostenendosi nei momenti più bui e celebrando insieme ogni vittoria. Essere crociati significava essere guerrieri dello spirito, dell’onore e della giustizia.  ( Carlo Silvano )  _________________  Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento che segue:  Libri di Carlo Silvano

I novanta crociati di Vidor, L'appello di Clermont lanciato da papa Urbano II

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  L’ a ppello di Clermont Le prime luci dell’alba inondavano le rive del Piave, accarezzando con la loro tenue luce il borgo di Vidor, il piccolo villaggio che sorgeva silenzioso e fiero accanto al fiume, cinto da campi coltivati e boschi selvaggi. Era un giorno come tanti altri, scandito dal suono dei martelli dei fabbri, dal canto delle lavandaie e dal rumore delle ruote dei carri che avanzavano sul sentiero sterrato che conduceva al borgo. Quella mattina, però, una voce nuova correva di bocca in bocca, come il vento fresco che soffiava dalle montagne, portando un annuncio che avrebbe cambiato ogni cosa. Un pellegrino giunto da lontano, vestito di stracci, ma con gli occhi ardenti di fuoco e fede, raccontava del Concilio di Clermont, tenutosi alla presenza di papa Urbano II. Nel mezzo della folla che si era radunata attorno a lui, come accadeva per i racconti più affascinanti, il pellegrino narrava di come il Pontefice avesse levato la voce e chiesto a ogni uom...

Giovanni Gravone e i novanta crociati di Vidor

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    L'illustrazione, realizzata al pc,  mostra la partenza da Vidor del conte Giovanni Gravone  con i novanta uomini che parteciparono alla Prima crociata (1095)

Entrare in un tempo sacro, dove cielo e terra si incontrano...

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  Entrare in un tempo sacro, dove cielo e terra si incontrano...   La Santa Messa è il cuore pulsante della vita di ogni cattolico. Ma come possiamo viverla in pienezza? A mio avviso, ed è ciò che pensavo oggi dopo aver partecipato ad una Santa Messa in Vetus Ordo celebrata in una casa privata ubicata in un comune della diocesi di Vicenza, uno dei modi più profondi e trasformanti è quello di contemplare la Messa come se fossimo presenti sul Golgota, ai piedi della Croce, insieme alla Vergine Maria e a san Giovanni.   La celebrazione eucaristica non è semplicemente un rito, ma un vero e proprio rinnovamento del sacrificio di Cristo. Immaginiamo di essere lì, sotto la Croce, con Maria e Giovanni. In quel momento non siamo semplici spettatori, ma partecipiamo attivamente al mistero di salvezza. Cristo, nel suo amore sconfinato, offre se stesso per noi, e noi siamo chiamati a rispondere con il nostro cuore aperto e la nostra presenza consapevole.   Maria, ...

Le crociate? Avevano lo scopo di impedire il massacro dei cristiani

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  Le Crociate vengono spesso considerate semplicemente come delle spedizioni militari per conquistare territori, ma questa visione è limitata e non rende giustizia alla complessità storica di questi eventi. I crociati partirono per la Terra Santa con motivazioni che andavano ben oltre il desiderio di conquista. L'obiettivo principale delle Crociate era quello di difendere i cristiani presenti in Terra Santa, che erano vittime di persecuzioni e massacri da parte dei Turchi. Non si trattava solo di espandere territori, ma di garantire la sopravvivenza di comunità cristiane sotto minaccia costante. Inoltre, le Crociate miravano a proteggere i pellegrini europei che si recavano nei luoghi santi. Questi viaggiatori, spesso animati da una profonda fede e dal desiderio di visitare i luoghi sacri del cristianesimo, erano esposti a pericoli enormi, inclusi attacchi e rapine lungo il percorso. Quindi, parlare delle Crociate solo come di guerre di conquista è riduttivo. Furono piuttosto una s...